Pistoia (martedì, 7 ottobre 2025) — Il consiglio comunale di Pistoia è salito alla ribalta delle cronache locali come mai prima d’ora, a testimonianza di un clima teso e difficile per quanto sta accadendo nel mondo e, probabilmente, anche in vista delle ormai imminenti elezioni regionali.
di Alessandro Drago
La seduta si è aperta con un messaggio di vicinanza condiviso nei confronti del consigliere d’opposizione del Partito Democratico Paolo Tosi, vittima di minacce di morte nei giorni scorsi. Da questo momento in poi, però, il clima si è inasprito.
Il consiglio ha poi visto come primo punto all’ordine del giorno la manifestazione per la Palestina e contro il genocidio a Gaza dello scorso venerdì e la richiesta, dei consiglieri di minoranza, di un consiglio comunale aperto sulla questione palestinese. Era presente anche una delegazione di manifestanti, in protesta silenziosa.
Al momento di affrontare il tema il presidente del consiglio Gelli ha chiesto che si posticipasse la discussione, elemento che ha provocato la forte reazione di tutta l’ala d’opposizione che ha deciso, in blocco, di abbandonare l’aula. Di seguito il comunicato della sezione comunale del Partito Democratico, Civici e Riformisti e Pistoia Ecologista Progressista.
“Oggi, come gruppi di opposizione, siamo tornati a chiedere la convocazione di un Consiglio comunale straordinario, aperto a tutta la cittadinanza, in solidarietà con il popolo palestinese vittima del genocidio perpetrato dal governo di Israele. Le manifestazioni che hanno visto milioni di partecipanti, migliaia anche nella nostra Pistoia, ci rafforzano nell’idea che la massima istituzione comunale non possa ignorare questo tema, continuando come se niente fosse i propri lavori. Il Comune deve fare la propria parte interpretando questo vasto sentimento popolare e boicottando l’economia del genocidio.
Di fronte all’ennesimo diniego da parte del presidente del Consiglio e al silenzio dei gruppi di maggioranza, abbiamo deciso di non discutere i nostri atti, di non partecipare al voto e di manifestare il nostro dissenso iniziando, negli interventi, la lettura della relazione delle Nazioni Unite sulle prove del genocidio in atto e dei nomi dei bambini palestinesi uccisi.
Alla reazione del presidente del Consiglio comunale, che ha tolto la parola alla consigliera Cotti, prima a intervenire, abbiamo abbandonato l’aula non potendo condividere questo atteggiamento. Fino a quel momento, nessuna parola offensiva o comportamento scorretto è stato tenuto dai consiglieri di minoranza né dal pubblico presente. Il primo a lanciare offese verso i manifestanti è stato un consigliere di maggioranza, mentre noi ci allontanavamo. I lavori del Consiglio non sono stati mai interrotti, né dai gruppi di opposizione, né dalle cittadine e i cittadini che erano presenti.
Non accettiamo le menzogne che abbiamo appreso dal comunicato dei capigruppo di maggioranza che associano la nostra protesta a comportamenti dai quali, se accaduti dopo la nostra uscita e se confermati, prendiamo nettamente le distanze e che condanniamo sempre e comunque. Diffidiamo i capigruppo di maggioranza dall’accostare in alcun modo la nostra necessaria iniziativa ad atti o espressioni di violenza, affermazioni diffamatorie dalle quali siamo pronti a tutelarci anche in sede giudiziaria.
Gruppo Partito Democratico
Gruppo Civici e Riformisti
Gruppo Pistoia Ecologista Progressista”.
Si parla di diffamazione in quanto, in seguito alla decisione di abbandonare l’aula, il presidente Gelli e alcuni membri delle forze di maggioranza hanno accusato i manifestanti presenti in sala grande di aver lanciato minacce di proprio nei confronti del primo. Tesi, questa, fortemente sostenuta dalla sezione comunale di Fratelli d’Italia, che così si esprime con le parole del coordinatore Luca Davagni.
“Esprimiamo la nostra più ferma condanna per le minacce di morte rivolte al Presidente del Consiglio Comunale di Pistoia Emanuele Gelli, da parte di esponenti pro Pal che si sono recati oggi in Comune, durante la seduta consiliare.
La violenza, in qualunque forma, è inaccettabile e rappresenta un attacco non solo alla persona ma anche alle istituzioni democratiche ed al principio del confronto civile. Riteniamo ancora più grave che simili episodi siano compiuti proprio da coloro che si professano a favore della pace e della libertà.
Rimaniamo inoltre sbalorditi della presa di posizione delle opposizioni che hanno abbandonato l’aula, perché con il loro atteggiamento, rischiano di avvalorare questo tipo di comportamenti.
Al Presidente ed a tutta l’Amministrazione comunale va la nostra piena solidarietà e vicinanza. Siamo convinti che il dialogo, il rispetto reciproco e la legalità restino gli unici strumenti legittimi per esprimere le proprie opinioni e contribuire alla vita democratica della comunità”.
Adesso le riprese della seduta del consiglio sono al vaglio della Digos per confermare o meno l’accaduto.
Last modified: Ottobre 7, 2025







