Pistoia (domenica, 21 novembre 2025) — Ieri pomeriggio, presso la Sala di Grandonio del Palazzo Comunale, la vicesindaco facente funzioni di sindaco di Pistoia Anna Maria Celesti ha fatto gli auguri di Natale a tutta la cittadinanza. Di seguito le sue parole.
di Alessandro Drago
“Buon pomeriggio a tutti, desidero ringraziare le cittadine e i cittadini, le autorità civili, militari e religiose presenti. Grazie di essere qui. Per la prima volta ho il privilegio di rivolgermi a voi per il saluto in occasione delle festività natalizie, a pochi mesi di distanza dal termine di questo mandato amministrativo. Lo faccio da sindaco facente funzioni e da sindaco donna che ha finalmente sfondato il “tetto di cristallo” per il
governo della città di Pistoia. Per questo non posso che rivolgere il mio primo pensiero – di grande stima, affetto e riconoscenza – a chi è stato sindaco di questa città per quasi due mandati, l’amico Alessandro Tomasi, adesso impegnato in un nuovo importante ruolo istituzionale nel Consiglio Regionale Toscano quale Portavoce dell’Opposizione.
Come sapete a me spetta, insieme alla Giunta e ai consiglieri comunali di maggioranza, il compito di portare avanti, con convinzione e determinazione, i tanti progetti che hanno come filo conduttore il bene della città e della nostra comunità. E lo stesso slancio che ha contraddistinto la nostra azione e anche la mia negli anni trascorsi nelle
istituzioni, prima in Consiglio Regionale Toscano e poi in Comune come rappresentante della minoranza e quindi come amministratrice, rimarrà identico, anzi sarà ancora più deciso e risoluto in virtù dell’esperienza maturata in questo tempo.
Le note della canzone e le parole del Vangelo di Luca che abbiamo appena ascoltato, ci riportano al cuore del Natale: una luce che nasce nella semplicità di una grotta e che oggi ritroviamo nello scintillio delle nostre strade e nei momenti di festa. Ma è una luce che ci invita anche a non dimenticare chi vive questo tempo con fatica, chi resta ai margini ed ha più bisogno di attenzione e solidarietà.
Il Natale è, infatti, il momento più alto e significativo delle nostre festività, è la festa più importante della Cristianità ed è una festa che appartiene a tutti, che tiene assieme credenti e non credenti, che è di per sé un punto cardinale del nostro mondo, della nostra Civiltà Occidentale. Noi siamo il frutto di questi valori, è su di essi che posiamo le nostre fondamenta, su di essi che abbiamo costruito la Società moderna.
Per arrivare a definirla, dentro un quadro di regole condivise, c’è voluto tempo, e ha comportato sacrifici enormi. Oggi queste conquiste sembrano sempre più in pericolo come ci confermano tanti drammi recenti ad ogni latitudine, Medio ed Estremo Oriente, Africa, ma anche molto vicini a noi, nel cuore dell’Europa, con una scia di distruzione e morte come non si vedeva nel nostro continente dalla seconda guerra mondiale.
Noi siamo contro la guerra, siamo dalla parte delle vittime della guerra, di tutte le guerre, dalla parte dei bambini, delle donne, degli anziani, dei civili. E siamo dalla parte degli stati democratici, delle libertà, del rispetto dei diritti essenziali perché anche questo vuol dire difendere i nostri valori, che dobbiamo salvaguardare a tutti i costi.
Purtroppo il presente e il prossimo futuro ormai, si gioca e si giocherà sui “diritti non mantenuti”. È da qui che voglio iniziare la mia riflessione con voi: il mio impegno politico e istituzionale è imprescindibile dal mio essere medico e da quel giuramento di Ippocrate che ho sottoscritto dove si afferma, fra le altre cose, di “curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute”.
Ed è proprio ciò che dobbiamo fare, pur con altre modalità, anche come amministratori pubblici: cercare di eliminare ogni forma di disuguaglianza, provando a dare risposte in primis alle persone in difficoltà, ai loro bisogni e alle loro fragilità, siano essi anziani, disabili, persone senza fissa dimora, in situazioni economiche precarie, vittime di violenze e l’elenco potrebbe continuare a lungo”.
Last modified: Dicembre 21, 2025







