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Ondata di proteste agricole attraversa l’Europa: rivendicazioni dalla Catalogna a Varsavia

In Europa, le proteste agricole continuano a far sentire la loro voce, con gli agricoltori che persistono nelle loro manifestazioni nonostante le recenti concessioni della Commissione europea. In Catalogna, la situazione è particolarmente tesa, con agricoltori che hanno recentemente preso d’assalto la piazza del Parlamento per far luce sui gravi problemi che affliggono il settore. Queste proteste si inseriscono in un contesto di malcontento diffuso in diversi paesi europei, dove gli agricoltori combattono contro le rigide normative ambientali e burocratiche imposte da Bruxelles, vedendosi confrontati con sfide crescenti che minacciano la loro sopravvivenza.

di Davide Lettera

Tra le principali richieste degli agricoltori, vi sono l’abrogazione delle norme che richiedono il lascito incolto di una percentuale dei terreni, la riduzione della burocrazia, modifiche alla regolamentazione sull’uso dei pesticidi, adeguamenti sui sussidi al carburante, e norme più severe sulle importazioni di prodotti agricoli esteri per prevenire la concorrenza sleale. Alcuni manifestanti sollevano anche questioni relative alla promozione di cibi sintetici e all’uso dei terreni per impianti fotovoltaici piuttosto che per l’agricoltura.

In Catalogna, la protesta ha assunto toni particolarmente accesi, con accuse verso l’Agenzia catalana per l’acqua (ACA) di malgestione delle risorse idriche, aggravate dalla severa siccità. I rappresentanti del settore agricolo hanno espresso la necessità di una ristrutturazione dell’ACA per garantire una rappresentanza adeguata dell’industria agricola. Le proteste non riguardano solo la Catalogna ma si estendono a livello europeo, con Italia e Polonia che vedono gli agricoltori scendere in piazza per esprimere il loro dissenso verso politiche ritenute inadeguate a proteggere il settore agricolo dalle pressioni economiche e ambientali.

Nonostante la Commissione europea abbia introdotto una deroga temporanea alla regola del lascito incolto del 4% dei terreni e proposto misure per allentare la burocrazia della Politica agricola comune (PAC), tali azioni sono percepite dagli agricoltori come insufficienti. La controversia sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e la ritirata del regolamento che mirava a ridurre l’uso dei pesticidi chimici dimostrano le tensioni tra le necessità del settore agricolo e gli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’UE.

Le dichiarazioni di Ursula von der Leyen, che riconosce la necessità di ascoltare gli agricoltori ma sottolinea l’importanza di un passaggio a un modello di produzione più sostenibile, evidenziano il difficile equilibrio tra le esigenze economiche e gli obiettivi ecologici. Gli agricoltori, tuttavia, temono che senza cambiamenti significativi, le attuali politiche porteranno al collasso dell’intero settore, rendendo le recenti concessioni europee semplici palliativi in vista delle prossime elezioni europee. La situazione rimane tesa, con gli agricoltori determinati a continuare la loro lotta per un futuro sostenibile e giusto per l’agricoltura europea.

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Last modified: Marzo 31, 2024
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